19.07
Alle 6.00 p.m arriviamo al Salamandra1, dopo esserci quasi perse, scoprendo che in fila ci sono già una trentina di persone. A quanto pare, è stato predisposto un sistema di bigliettini numerati per prendere i posti migliori. Quindi, si pone IL problema. Dice Pame: “Ci hanno intimato di restare la notte, altrimenti niente biglietti.” Rimanere o meno? Scila dice: “Io non ce la posso fare.”. Tutte concordano, ma Pame e Manu hanno comunque un po’ di dubbi sul lasciare il posto, tanto che fino alla fine dicono che fino a mezzanotte c’è tempo per tornare. Alla fine abbandoniamo il campo, decidendo di tornare lì la mattina dopo prestissimo – Manu e Pame con la morte nel cuore. Scila dice: “Avete rotto i coglioni fino alle 23.00, dicendo che vi sentivate in colpa ( “nei confronti di Dio” – Pame)”. Comunque, ci addormentiamo non senza prima rimettere la sveglia alle 4.00 a.m., per prendere la metro verso le 5.00 a.m. (ora di apertura della metro). Manu rompe i coglioni fino alla fine con il prepararsi la roba la sera prima, per essere prontissime al mattino.
20.07 – IL GIORNO
Sveglia alle 4.00 a.m., usciamo verso le 5.00 a.m.. Fuori è ancora notte, camminiamo e vediamo due loschi individui dall’altro lato della strada… che però si rivelano essere una coppietta gay in love-love mode. E ciò ci ha rallegrato molto (pensiamo di essere in gay street – yuppie!). Alle 5.15 a.m. riusciamo a prendere la metro, che per fortuna è piena di tizi non sospetti. Uscite dalla metro ci incamminiamo verso la sala, temendo ad ogni incrocio di incontrare un maniaco o la fila, senza sapere quale temere di più… ma forse la fila (Scila dice: “Togli il forse.”). Arrivate sul post, con grande gioia e gaudio, scopriamo che la fila è aumentata solo di poco (Scila dice: “Lì ci ho goduto molto, e ho rinfacciato per tutta la giornata che avevo ragione.”). Dopo un attimo di smarrimento iniziale, abbiamo prendiamo i numerini ancora diponibili: siamo intorno al 60 su 800 (che nel pomeriggio scopriamo essere 1000, in realtà).
DA QUI LA GACKT-ESA HA INIZIO.
Stendiamo la coperta fregata (“presa in prestito”) in albergo sul lurido marciapiede, e ci accampiamo con Scila che continua a sbuffare ed a vantarsi. Alle 6.30 a.m. arriva l’auto della polizia, che secondo Manu vuole sgombrarci, e secondo Scila vuole portarci in caserma… finché Pame non dimostra che sono solo i vigili urbani, che nel giro di una mezzora portano via diverse auto. Il tipo della rimozione forzata esprime i suoi dubbi sulla nostra sanità mentale, riguardo al fare la fila per Gackt. Alle 7.50 a.m. arriva una giappa e Scila vuole abbordarla (“…come al suo solito” – Pame, “No!” – Scila). Per fortuna non lo facciamo (capirete dopo il perché). Alle 9.20 a.m. esce il sole, fa caldissimo, e passiamo il tempo con un giochino scemo vinto sempre da Pame (la natura bastarda di Pame esce fuori nel suo pieno).
Dopo un po’, Pame e Manu decidono di rinfrescarsi all’ombra, mentre Scila e Vane vanno a prendere dell’ H2O. All’improvviso di palesa davanti ai nostri occhi un autobus rosso a due piani con i finestrini super-oscurati. Al che pensiamo: “OMG, è Gakkuma!!”, e ci appostiamo davanti facendo video e foto a caso, fin quando non si apre la portiera e ne esce lo staff. Nella follia del momento pensiamo che Lui fosse nel rimorchio, privo di finestrini ed aria… ma dal rimorchio ne escono solo le casse e la strumentazione. Pame e Manu, vedendo su una cassa un’etichetta con su scritto, a pennarello, il nome di Gackt si esaltano abbracciandosi. Manu e Pame chiamano Scila e Vane per dell’ autobus. Le due tornano indietro con un tipo in cosplay di Gackt, soprannominato da Manu “Il Gackt di noi altri”.
Dopo qualche tempo arriva un secondo pullman, e ci diciamo: “Questa volta sarà lui!”. Invece è soltanto altro staff. Abbandoniamo la coperta a se stessa e ci mettiamo all’ombra, sperando che la coperta tenga il posto per noi. Cominciamo ad osservare una pazza con una parrucca bionda ed una calzamaglia simil-tattoo, di nazionalità giapponese, che a quanto pare segue Gackt in tutti i suoi spostamenti (osannata da tutti quanti per questo). Dopodiché Vane si accorge che c’è un ragazzo con la maglietta grigia che ci stalkera. Al che Scila, sotto incitamento e prese per il culo, abborda il tizio, con Pame che ne aveva paura e voleva starne alla larga. Si fa il momento di pranzare e quindi Manu e Scila vanno a prendere del gelato per pranzo e, sotto incitamento di Manu, invitano anche il tipo. Nel frattempo Pame riesce a carpire da uno dello staff: “L’artista llega a los 3.00″.
Dopo aver mangiato torniamo sulla coperta, dove è tornata l’ombra. Sono circa le 13.30 e sono già trascorse 7.30 ore d’attesa – ne mancano “solo” altre 6.
Alle 15.00 ci mettiamo in attesa dell’arrivo di Gakuto davanti alla transenna… ma da brava primadonna arriva con un’ora di ritardo. Dall’auto scendono, in ordine a caso, You, Chacha, Junji, Chirolyn. Lui, invece, si fa prima acclamare dalla gente. Alla fine scende, ed è BELLISSIMO. Pame, invece di guardarlo, si butta su Scila impedendole di vederlo. Gackt saluta togliendosi il cappello e sorridendo. In tutto questo, Pame esprimeva poco prima le sue preoccupazioni: “E se poi è un cesso?”. Dopo averlo visto scopriamo che non lo è, e che è anche alto.
In questo momento, rilassandoci all’ombra, ci mettiamo a contemplare il tradimento dello stalker. Manu, ormai alla frutta, dice: “Noi lo odiamo!!!”, scaricando la responsabilità del tutto su Scila. Poi facciamo una foto con la bandiera italiana (grazie ad una ragazza), che sarà pubblicata sul photobook di Gackt. Veniamo anche riprese a nostra insaputa più volte. Manu e Pame, intanto, vanno a vedere la fila – che era lunghissima! Poi il pomeriggio passa lento, ma con tanta speranza nel cuore. Ad un certo punto mettiamo via la coperta, perché è uno schifo… tanto siamo ridotte uno schifo anche noi.
Verso le 17.30 la fila inizia ad agitarsi aspettando l’apertura delle porte del Salamandra. Dopo poco, il gruppo prima di noi si popola – da 7 diventano 14. Poco prima di entrare, tre stronze tedesche si vogliono infilare prima di noi. Le spagnole dietro di noi protestano. Una delle tedesche dice che non capisce lo spagnolo (o fa finta di non capirlo). Al che una delle spagnole le fa: “Neanch’io parlo la tua lingua, ma chissene, io sono qui dalle 6.00 a.m., quindi tu te ne vai dietro!”. Manu intanto fomenta Vane, in modo che dica alle tizie tedesche di indietreggiare.
Vane: “Can you speak English? You can’t stay here.”
Tizia: “Yes, but I just want to stay here! Are there any problems?”
Vane, con un misto di enfasi italiana e lingua inglese: “AH, you want to stay here?! Yes, there are problems, because we are here since 6.00 in the morning!!”
Alla fine Vane ha la meglio e le spagnole ci invitano a fare una barriera. Le tedesche, tentando di imbucarsi un pochino più dietro, litigano di nuovo e vengono sbattute in Culonia.
Aperte le porte siamo finalmente entrate… SIAMO IN 3° FILA!!!
Dopodiché un’altra ora di attesa all’interno, tra il buio, la sete, la bolgia e la gente che spinge. Finalmente sentiamo la voce del segretario di Gackt, un americanone che ci chiama “motherfuckers”. Ci parla di seppuku, di non fare foto, di non indietreggiare e di morire in piedi con il sorriso. Dopo un’altro quarto d’ora riecco il segretario di Gakkuma che, chiamandoci nuovamente “motherfuckers”, ci informa che Lui entrerà nel giro di 5 minuti.
PARTE CLOU
Entrano i Gacktloppini e poi finalmente LUI, GACKT. E’ a tre metri da noi, e si vede benissimo. E’ photoshoppato per natura. Le reazioni alla sua entrata –>
Pame: “Ommioddio è bellssimo!”
Scila: “Ommioddio è bellissimo!”
Vane: “Oh cazzo, è anche più bello di quel che pensassi. Speriamo si spogli…”
Manu: “Non ci credo… ommioddio è bellissimo!”
Descrizione: è un po’ come un’entità astratta, che sembra naturalmente photoshoppata. Ha la pelle d’alabastro, i capelli di seta, il fisico di una statua… sembra disegnato. La domanda è: “Come fa ad essere perfetto?”
Prima canzone, “Zan”. La canta brandendo una katana vera, rischiando di uccidere Chacha e You. “Zan” vuol dire “decapitazione”. Poi “Nine Spiral”, “Dybbuk”, “Lu:na”. Durante “Lu:na” si denuda, facendo svenire mezza sala, e lì possiamo ammirare i suoi addominali perfetti ed il suo splendido culo. Pame sospetta che sia senza mutande.
Constatiamo che Chacha è un grande fomentatore di folle, che si impegna per questo fine (p.s. aveva i capelli come Zia Assunta), mentre You fomenta in automatico e non ha bisogno di impegnarsi. Chirolyn, posizionando una bottiglia d’acqua nelle parti basse finge di eiaculare più volte (p.s. Scila dice: “Manu, non glielo dire ad Andrea…”). Noi non riusciamo ad accaparrarci neanche una delle cose che tirano, anche se Scila tocca una bacchetta. Comunque, stando a quanto ci riferisce Noemi (la ragazza italiana della foto con la bandiera), pare che la camicia di Gackt, benché sudatissima profumi.
Intanto Gackt fa un bel po’ di fanservice sculettando, ancheggiando e strusciandosi continuamente. Ad un certo punto grida: “Do you really want it?! Do you really fucking want it?!”, passandosi le mani sulla magnum. E lì il pubblico esplode. Poi sputa dell’”acqua santa” in bocca a Pame e sulla maglietta di Scila.
Ad ogni modo, Gackt va in erezione, e questo stato dura per tutto il concerto. Scila, in un momento di fermo immagine constata che è veramente una magnum!
Ci promette che tornerà dicendo “I’m coming.” Poi, visto che tutto il pubblico chiede “Vanilla”, lui, con fare alla Martin Luther King dice: “I promise ‘Vanilla’. And when I promise, I promise.” e poi “And do you promise to be here next time?! Do you fucking promise to be here next time?!”
ALTRE IMPRESSIONI A CASO
- “Mind Forest” cantata in inglese. Pame dice: “Ci ha fatto la supercazzola”. E’ stato un po’ un flop;
- “Flower” a cappella, con una voce meravigliosa come quella del cd. Grande successo;
- “Jesus”, meravigliosa (con tanto di piegamento all’indietro gridando a squarciagola “Jesus!!!”);
- Parole chiave: “Dakishimete”, “Hohoemi”.
Verso la fine Manu e Scila scoppiano a piangere. Pame in adorazione. Vane guardia del corpo. Alla fine, Scila che si è lamentata per tutta la giornata del sole e del fatto di essere lì dalle 6.00 a.m., dice insieme a Manu e Pame: “Potevamo trascorrerci la notte, così potevamo toccargli la mano come le stronze della prima fila ( tra cui anche una drag queen asiatica che grazie alla “forza del pene” è riuscita a stare lì 24 ore ed arrivare davanti al palco)”.
POST-CONCERTO
Ci avviamo verso la zona merchandising, e lì scopriamo che la giapponese che volevamo che Scila abbordasse è una troia: da dietro scalza tutta la fila a suon di sgomitate, procurando la rottura di di due costole a Scila (che si è vendicata). Ha avuto anche un alterco con Vane, e purtroppo la stronza ha avuto la meglio. Comprata la roba, usciamo fuori e Pame scopre di avere in mano il Kamasutra di Gackt, con ENORME invidia di Manu e Scila. Ma ne ha promessa una copia (fotocopia, scan o quel che sarà).
Mentre le altre aspettano Vane, intenta ad abbordare Noemi, vengono a loro volta abbordate da un gruppetto di bimbi (raCazzini – by Scila) rappettari che cantano Ramazzotti. Una di loro dice al suo amico: “Cerchi una scopata, eh?!”. Scila, Pame e Manu se ne liberano subito.
Analizziamo il Kamasutra in metro, con la gente che ci guarda in malo modo. Torniamo a casa dopo aver conquistato un dolcetto per cena e due bottiglie d’acqua. Finalmente ci docciamo ed iniziamo a ripensare alla nostra giornata. Abbiamo constatato che:
1) Torneremo a vedere Gakkuma;
2) Lui ha la pelle d’alabastro;
3) Lo amiamo;
4) Vorremmo farcelo.
Contro ogni previsione, continuiamo all’infinito a parlare del concerto, di lui, della sua pelle d’alabastro, dei suoi capelli di seta, della sua bocca di rosa, del suo culo di marmo e della sua magnum. Ci addormentiamo felici, pensando a Lei.
21.07
Sono le 18.20, tra poco è ora di cena e oggi abbiamo solo parlato di Gakkuma e scritto di Gakkuma ( e guardato il suo photobook).
AGGIUNTE DELL’ULTIMO MOMENTO
- Mentre Pame e Scila vanno a rifocillarsi al bar dopo la prima presa di visione di Gackt, incontrano due donnine del luogo che s’informano a proposito di lui chiedendo: “Ma è guapo?”. Dopo un momento di smarrimento le due rispondono: “Sì, è GUAPO!!!”;
- In fila ci sono degli atroci (non il gruppo di Vane). Prima delle 17.30 non sono fatti vedere, ma vabbè, sono davanti a noi per qualche motivo bizzarro. Vogliamo parlare di come sono conciati.
1) Ha sulla spalla un tatuaggio uguale a quello di Miyavi. A una certa ora si toglie la maglietta per mostrare al mondo il suo tatuaggio “migliore”: ha disegnati sul petto una serie di ghirigori terminanti in una freccia rivolta verso le sue mutande, portate in bella vista. La domanda è: “Perché?”;
2) Nello stesso gruppo, ingranditosi dopo un po’, c’è anche un nuovo elemento dal dubbio gusto nel vestire anche lui: stivali da cowboy borchiatissimi + canotta che lascia molto scoperte le ascelle, scendendo attorcigliata sulle gambe + i “bellissimi” capelli. A proposito dell’acconciatura, Scila dice: “E’ muschio.”, Pame dice: “Sembra zucchero filato lercio.”, Manu dice: “Ha speso più per il gel per capelli che per il biglietto di Gackt.”;
3) Tipo vestito con roba della Moi-meme-moitié da capo a piedi, senza avere il fisico per permetterselo. Oltretutto a maniche lunghe. Pame dice: “Ha la buzzetta tipo orsetto e fa effetto D.B.”, Manu dice: “Ciccino, però!”, Scila dice: “Ciccino una sega!”;
4) La groupie di Gackt, con la mega parruccona bionda e la calzamaglia effetto tattoo, gonnella e trampoli… e vocina agghiacciante!;
5) Due tipi con le maglie personalizzate con il proprio nome + “Camui”. Vale a dire, “José Camui ” e “Johnny Camui”. Hanno”Gackt” scritto sul deretano. Noi ipotizziamo sia un invito;
6) Un tipo altissimo e magrissimo che durante il concerto si allunga verso Gackt come per salvarlo da chissà cosa;
7) Il tipo davanti a noi con la maglietta del Barcellona abbinata ai pantaloni della Sex Pot Revenge;
8) Tutte/i quelle vestite/i da gothic lolita con le maniche lunghe.